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	<title>Logosomatica &#8211; Disciplina di approccio alla vita</title>
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	<description>Libro sulla logosomatica di Sammy Marcantognini</description>
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	<title>Logosomatica &#8211; Disciplina di approccio alla vita</title>
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		<title>“Filosofia nello Sport”: il nuovo libro di Sammy Marcantognini e Matteo Cacchiarelli</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Logosomatica]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Sep 2026 14:27:52 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
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					<description><![CDATA[Lo sport non è soltanto competizione, ma anche crescita personale, educazione e riflessione. È da questa idea che nasce “Filosofia]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Lo sport non è soltanto competizione, ma anche crescita personale, educazione e riflessione. È da questa idea che nasce “Filosofia nello Sport”, il libro di Sammy Marcantognini e Matteo Cacchiarelli, che propone un’analisi del legame tra pratica sportiva, etica e pensiero filosofico.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Attraverso un linguaggio chiaro e accessibile, gli autori affrontano temi come il significato della vittoria e della sconfitta, il valore dell’impegno, il rispetto delle regole e il ruolo dello sport nella formazione della persona. Il volume offre spunti di riflessione rivolti ad atleti, allenatori, insegnanti, studenti e a tutti coloro che vedono nello sport uno strumento di crescita umana oltre che di performance.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“Filosofia nello Sport” invita il lettore a guardare oltre il risultato, riscoprendo lo sport come esperienza capace di educare, ispirare e trasmettere valori fondamentali nella vita di ogni giorno. <br>Il libro è disponibile su Amazon.</p>
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		<title>La concezione della Filosofia nelle opere di Sammy Marcantognini</title>
		<link>https://logosomatica.com/la-concezione-della-filosofia-nelle-opere-di-sammy-marcantognini/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Logosomatica]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Sep 2026 14:20:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Contenuti]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
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					<description><![CDATA[Sammy Marcantognini sviluppa nei suoi libri una concezione della filosofia che supera la tradizionale distinzione tra teoria e pratica. Per]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Sammy Marcantognini sviluppa nei suoi libri una concezione della filosofia che supera la tradizionale distinzione tra teoria e pratica. Per lui la filosofia non è una disciplina astratta, ma un modo di vivere, di educare e di comprendere l’essere umano. Essa rappresenta il fondamento su cui costruire la crescita personale, il benessere psicofisico e la responsabilità&nbsp; etica. Nei libri <strong><em>STM &#8211; Special Training Method, Elogio dell’incertezza , Desiderio e responsabilità&nbsp;, Logosomatica e Filosofia nello sport</em></strong>, emerge una visione unitaria in cui filosofia, psicologia, neuroscienze e pedagogia collaborano per comprendere la complessità dell’uomo.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>STM &#8211; Special Training Method: la filosofia come educazione dell’atleta</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel libro STM la filosofia viene applicata alla formazione sportiva. Marcantognini sostiene che allenare il corpo senza educare il pensiero significa costruire atleti fragili dal punto di vista umano.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il metodo STM considera lo sport come un laboratorio filosofico nel quale si apprendono virtù fondamentali: disciplina, coraggio, responsabilità&nbsp;, autocontrollo, resilienza e rispetto dell’altro. L’allenamento non è soltanto miglioramento fisico, ma costruzione del carattere.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In questa prospettiva la filosofia insegna all’atleta a dare un significato alla fatica, all’errore e alla sconfitta. Vincere non rappresenta il valore piu&#8217; importante; ciò che conta è il percorso di crescita personale che lo sport rende possibile. La riflessione filosofica diventa quindi uno strumento educativo che accompagna l’intero processo di formazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Elogio dell’incertezza: la filosofia del dubbio</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Tra le opere di Marcantognini, Elogio dell’incertezza è quella in cui il riferimento alla filosofia appare più esplicito.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’autore critica la cultura contemporanea, caratterizzata dalla ricerca di risposte immediate e dalla convinzione che ogni problema abbia una soluzione semplice. Contro questa mentalità&nbsp; propone una vera e propria educazione al dubbio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Riprendendo il metodo socratico, Marcantognini sostiene che il filosofo è colui che riconosce i limiti delle proprie conoscenze. L’incertezza non rappresenta un difetto della ragione, ma la sua condizione naturale. Solo chi accetta di non possedere la verità&nbsp; definitiva continua a cercare, a confrontarsi con gli altri e a modificare le proprie convinzioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per questo motivo la filosofia diventa un esercizio continuo di apertura mentale. Essa insegna a convivere con la complessità&nbsp; della realtà&nbsp; senza ridurla a spiegazioni semplicistiche</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Desiderio e responsabilità&nbsp;: la filosofia come etica della libert</strong>à</p>



<p class="wp-block-paragraph">In Desiderio e responsabilità Marcantognini affronta uno dei temi fondamentali della filosofia morale: il rapporto tra libertà&nbsp; e responsabilità&nbsp;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo l’autore il desiderio costituisce il motore dell’esistenza umana. Tuttavia il desiderio, se separato dalla responsabilità&nbsp;, rischia di trasformarsi in egoismo o impulsività&nbsp;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La filosofia svolge quindi una funzione etica: educa la persona a interrogarsi sul significato delle proprie scelte. Essere liberi non significa fare tutto ciò che si desidera, ma comprendere le conseguenze delle proprie azioni e assumersene la responsabilità&nbsp;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Marcantognini invita il lettore a sviluppare una coscienza critica capace di orientare il desiderio verso valori autentici come il rispetto, la crescita personale e la relazione con gli altri.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Logosomatica: la filosofia dell’unità&nbsp; tra logos e soma</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">In Logosomatica Marcantognini propone una riflessione sul rapporto tra pensiero (logos) e corpo (soma). L’autore critica la visione dualistica che separa mente e corpo e sostiene invece che ogni esperienza umana nasce dalla loro continua interazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La filosofia assume il compito di ricostruire questa unità, mostrando che il corpo non è un semplice strumento della mente, ma parte integrante dell’identità&nbsp; della persona. Pensieri, emozioni, linguaggio e movimento si influenzano reciprocamente e devono essere compresi come aspetti di un’unica realtà&nbsp;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’autore richiama la tradizione filosofica, da Platone e Aristotele fino alla fenomenologia contemporanea, ma rilegge queste prospettive alla luce delle neuroscienze. La filosofia diventa quindi il luogo in cui il sapere scientifico acquista un significato umano, evitando di ridurre la persona a un insieme di meccanismi biologici.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Filosofia nello sport: la formazione dell’atleta</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel libro Filosofia nello sport, Marcantognini mostra come lo sport non sia solo una pratica fisica, ma un’esperienza di formazione umana. La filosofia permette di comprenderne il significato più profondo, andando oltre il semplice risultato della competizione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’atleta non è soltanto un corpo da allenare, ma una persona composta da mente, emozioni e valori.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Attraverso lo sport si sviluppano virtù fondamentali come disciplina, responsabilità&nbsp;, autocontrollo e rispetto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un tema centrale è quello dell’errore. Come già&nbsp; presente in <em>Elogio dell’incertezza</em>, l’errore non viene considerato una semplice sconfitta, ma un’occasione di apprendimento. L’atleta che sa riflettere sui propri errori può trasformarli in possibilità&nbsp; di miglioramento.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La filosofia aiuta quindi lo sportivo a sviluppare una mentalità aperta, capace di accettare l’incertezza del risultato, affrontare i propri limiti e trasformare le difficoltà in occasioni di evoluzione personale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Inoltre, attraverso il tema del rapporto tra mente e corpo, Filosofia nello sport si collega a <em>Logosomatica</em>. La prestazione nasce dall’integrazione tra dimensione fisica e dimensione mentale: emozioni, pensieri e motivazioni influenzano il comportamento dell’atleta.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In questa prospettiva lo sport diventa una vera esperienza filosofica: uno strumento per comprendere l’essere umano e sviluppare una maggiore consapevolezza di sè.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Una filosofia interdisciplinare</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">L’aspetto più originale del pensiero di Marcantognini consiste nell’integrare la filosofia con altre discipline.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La psicologia spiega il funzionamento della mente, le neuroscienze descrivono i processi cerebrali, mentre la filosofia riflette sul significato di ciò che l’essere umano vive.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nessuna di queste discipline è sufficiente da sola: solo il loro dialogo permette di comprendere veramente la persona.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per Marcantognini la filosofia mantiene quindi una funzione insostituibile: è la disciplina che pone le grandi domande sul senso della vita, dell’educazione, della sofferenza, della libertà&nbsp; e della responsabilità&nbsp;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Da queste riflessioni emerge come nei libri di Sammy Marcantognini la filosofia venga presentata come una pratica di vita. Essa non serve soltanto a conoscere il pensiero dei grandi filosofi, ma aiuta ogni persona a comprendere sè stessa, a gestire il rapporto tra mente e corpo, ad affrontare l’incertezza, a dare un significato al desiderio e a vivere responsabilmente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il messaggio comune delle sue opere è che la filosofia rimane uno strumento indispensabile per la formazione dell’uomo contemporaneo. Attraverso il dialogo con psicologia, neuroscienze e sport, Marcantognini dimostra che il pensiero filosofico continua ad avere un ruolo fondamentale nella crescita personale e nella costruzione di una vita autentica e consapevole.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<item>
		<title>Lo sport come palestra dell&#8217;anima: &#8220;Filosofia nello Sport&#8221; su Primato</title>
		<link>https://logosomatica.com/lo-sport-come-palestra-dellanima-filosofia-nello-sport-su-primato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Logosomatica]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Sep 2026 14:16:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Contenuti]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
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					<description><![CDATA[Cosa succede quando uno sport smette di essere solo competizione e diventa uno specchio in cui guardarsi dentro? È questa]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Cosa succede quando uno sport smette di essere solo competizione e diventa uno specchio in cui guardarsi dentro? È questa la domanda che attraversa &#8220;Filosofia nello Sport&#8221; di Sammy Marcantognini e Matteo Cacchiarelli, recensito nel numero di luglio-agosto 2026 di Primato, il periodico di ASI (Associazioni Sportive e Sociali Italiane). Un libro che parla direttamente il linguaggio di Ethica Center: lo sport come spazio di formazione dell&#8217;essere umano, non solo del campione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Gli autori propongono una lettura dello sport che rompe con l&#8217;idea dominante di performance e classifica. Il punto di partenza è il gioco nella sua forma più pura: un&#8217;attività che vale per quello che è, non per il punteggio che produce. Quando questa dimensione si traduce in sport, nasce qualcosa di più potente di una semplice gara: un terreno in cui si impara a conoscere sé stessi, a fare i conti con i propri limiti e a trasformare ogni difficoltà in un passo avanti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il libro non rimane nel campo delle buone intenzioni: chiama in causa grandi pensatori della storia della filosofia per fornire strumenti concreti. Marco Aurelio, Epitteto, Diogene e Spinoza diventano compagni di allenamento inaspettati, capaci di illuminare da angolazioni diverse le esperienze che ogni sportivo conosce bene: la pressione prima di una gara, il peso di un errore, la tentazione di arrendersi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ne emerge una visione in cui il corpo e la mente non sono opposti da bilanciare, ma un&#8217;unica realtà da allenare insieme. Rivolto ad atleti, allenatori, insegnanti ed educatori, il testo invita a rimettere al centro il senso di ciò che si fa: perché il traguardo più importante non è quello sul cronometro, ma quello che si raggiunge dentro di sé.</p>
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		<title>Filosofia dello Sport: il valore del “perché”</title>
		<link>https://logosomatica.com/filosofia-dello-sport-il-valore-del-perche/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Logosomatica]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 Aug 2026 09:53:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
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					<description><![CDATA[L’incontro “Filosofia dello Sport: il perché dell’allenare e dell’allenarsi”, svoltosi il 23 luglio 2026 presso la Sala Riunioni CONI Marche]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<div class="wp-block-uagb-image uagb-block-f576bb5b wp-block-uagb-image--layout-default wp-block-uagb-image--effect-static wp-block-uagb-image--align-none"><figure class="wp-block-uagb-image__figure"><img decoding="async" srcset="https://logosomatica.com/wp0224/wp-content/uploads/2026/08/IMG_1286-688x800.jpeg ,https://logosomatica.com/wp0224/wp-content/uploads/2026/08/IMG_1286.jpeg 780w, https://logosomatica.com/wp0224/wp-content/uploads/2026/08/IMG_1286.jpeg 360w" sizes="auto, (max-width: 480px) 150px" src="https://logosomatica.com/wp0224/wp-content/uploads/2026/08/IMG_1286-688x800.jpeg" alt="" class="uag-image-10249" width="1162" height="1351" title="Screenshot" loading="lazy" role="img"/></figure></div>



<div class="wp-block-uagb-image uagb-block-5220e250 wp-block-uagb-image--layout-default wp-block-uagb-image--effect-static wp-block-uagb-image--align-none"><figure class="wp-block-uagb-image__figure"><img decoding="async" srcset="https://logosomatica.com/wp0224/wp-content/uploads/2026/08/IMG_1285.jpeg ,https://logosomatica.com/wp0224/wp-content/uploads/2026/08/IMG_1285.jpeg 780w, https://logosomatica.com/wp0224/wp-content/uploads/2026/08/IMG_1285.jpeg 360w" sizes="auto, (max-width: 480px) 150px" src="https://logosomatica.com/wp0224/wp-content/uploads/2026/08/IMG_1285.jpeg" alt="" class="uag-image-10250" width="1170" height="642" title="Screenshot" loading="lazy" role="img"/></figure></div>



<p class="wp-block-paragraph">L’incontro “Filosofia dello Sport: il perché dell’allenare e dell’allenarsi”, svoltosi il 23 luglio 2026 presso la Sala Riunioni CONI Marche di Ancona, ha rappresentato un’importante occasione di formazione e confronto per tecnici, allenatori, dirigenti, educatori e insegnanti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Partendo dalla celebre riflessione di Friedrich Nietzsche, i relatori, Dott. Sammy Marcantognini e Dott. Matteo Cacchiarelli, hanno approfondito il ruolo della filosofia nella pratica sportiva, evidenziando come la consapevolezza delle proprie motivazioni costituisca un elemento essenziale per affrontare con impegno e responsabilità il percorso di allenamento e di insegnamento.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel corso dell’incontro sono stati affrontati i temi della motivazione, del benessere, della crescita personale e del valore educativo dello sport, richiamando l’attualità del pensiero dei filosofi antichi e il suo contributo alla formazione degli atleti e di coloro che operano in ambito sportivo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’iniziativa ha favorito un confronto partecipato tra i presenti, confermando l’importanza di promuovere una cultura sportiva che integri competenze tecniche, valori educativi e sviluppo della persona.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Esistere in campo: quando lo sport diventa una domanda sull’uomo</title>
		<link>https://logosomatica.com/esistere-in-campo-quando-lo-sport-diventa-una-domanda-sulluomo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Logosomatica]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 Aug 2026 09:47:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Contenuti]]></category>
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					<description><![CDATA[Una cena, un dialogo aperto e una riflessione capace di andare ben oltre il mondo dello sport. Il Simposio Filosofico]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<div class="wp-block-uagb-image uagb-block-812af6a9 wp-block-uagb-image--layout-default wp-block-uagb-image--effect-static wp-block-uagb-image--align-none"><figure class="wp-block-uagb-image__figure"><img decoding="async" srcset="https://logosomatica.com/wp0224/wp-content/uploads/2026/08/7a5b13d3-b915-4ccf-b734-90281edce168-450x800.jpeg ,https://logosomatica.com/wp0224/wp-content/uploads/2026/08/7a5b13d3-b915-4ccf-b734-90281edce168.jpeg 780w, https://logosomatica.com/wp0224/wp-content/uploads/2026/08/7a5b13d3-b915-4ccf-b734-90281edce168.jpeg 360w" sizes="auto, (max-width: 480px) 150px" src="https://logosomatica.com/wp0224/wp-content/uploads/2026/08/7a5b13d3-b915-4ccf-b734-90281edce168-450x800.jpeg" alt="" class="uag-image-10244" width="476" height="846" title="7a5b13d3-b915-4ccf-b734-90281edce168" loading="lazy" role="img"/></figure></div>



<div class="wp-block-uagb-image uagb-block-ece80798 wp-block-uagb-image--layout-default wp-block-uagb-image--effect-static wp-block-uagb-image--align-none"><figure class="wp-block-uagb-image__figure"><img decoding="async" srcset="https://logosomatica.com/wp0224/wp-content/uploads/2026/08/7a4920b2-9060-43a4-ac31-2d283c6a115e-1-1300x732.jpeg ,https://logosomatica.com/wp0224/wp-content/uploads/2026/08/7a4920b2-9060-43a4-ac31-2d283c6a115e-1.jpeg 780w, https://logosomatica.com/wp0224/wp-content/uploads/2026/08/7a4920b2-9060-43a4-ac31-2d283c6a115e-1.jpeg 360w" sizes="auto, (max-width: 480px) 150px" src="https://logosomatica.com/wp0224/wp-content/uploads/2026/08/7a4920b2-9060-43a4-ac31-2d283c6a115e-1-1300x732.jpeg" alt="" class="uag-image-10246" width="2000" height="1126" title="7a4920b2-9060-43a4-ac31-2d283c6a115e" loading="lazy" role="img"/></figure></div>



<p class="wp-block-paragraph">Una cena, un dialogo aperto e una riflessione capace di andare ben oltre il mondo dello sport. Il Simposio Filosofico “Esistere in campo: follia, competizione e senso della vita”, promosso da Ethica – Università Popolare e dal Circolo Filosofico Ethica, ha offerto ai partecipanti un intenso percorso tra filosofia, psicologia e pratica sportiva, dimostrando come il campo di gioco possa diventare una metafora della vita.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tra i temi centrali dell’incontro è emersa una concezione del gioco lontana dalla logica dell’utilità. Riprendendo anche le riflessioni contenute nel libro Filosofia nello Sport di Matteo Cacchiarelli e Sammy Marcantognini, il gioco è stato definito come un’attività apparentemente inutile, ma profondamente nutriente: un’esperienza che non vale per ciò che produce, ma per ciò che permette di vivere e di diventare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Grande spazio è stato dedicato anche al significato delle regole e del limite. Il limite non è stato presentato come un ostacolo da eliminare, ma come il luogo in cui prende forma la crescita personale. Attraverso il richiamo al mito di Sisifo, l’allenamento è stato interpretato come il gesto quotidiano di chi sceglie di affrontare la fatica, trovando valore non tanto nella meta quanto nel percorso stesso.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La riflessione si è poi spostata sul tema della morte, affrontata in chiave filosofica a partire dal pensiero di Martin Heidegger. La consapevolezza della nostra finitezza non è stata descritta come motivo di paura, ma come ciò che rende autentica la vita, spingendo ciascuno ad abitare pienamente il presente e ad apprezzare il cammino più del risultato finale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un altro passaggio particolarmente intenso ha riguardato la scelta della difficoltà. Evitare ciò che è complesso significa spesso rinunciare alla possibilità di crescere. Al contrario, accettare la fatica diventa un elemento fondamentale nella formazione della persona e della leadership, perché è proprio nelle situazioni più impegnative che si costruiscono carattere, responsabilità e capacità di guidare gli altri.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tra gli interrogativi che hanno animato il dibattito è emersa una domanda tanto semplice quanto profonda: è il comportamento a cambiare la mente o è un nuovo atteggiamento mentale a trasformare il comportamento? Un dialogo che ha intrecciato filosofia e neuroscienze, richiamando il pensiero di Spinoza e gli studi di Antonio Damasio, mostrando come mente, corpo ed emozioni siano dimensioni inseparabili dell’esperienza umana.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Infine, si è parlato di limiti in una prospettiva ancora più ampia. Non esistono soltanto limiti fisici o prestativi, ma anche limiti relazionali, culturali e sociali. Come entriamo in relazione con gli altri? Quanto pesano gli stereotipi e gli stigmi nel definire chi siamo e ciò che crediamo di poter diventare? Domande che hanno invitato il pubblico a guardare oltre la competizione, riconoscendo nello sport un luogo privilegiato per comprendere sé stessi e il rapporto con gli altri.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Più che un convegno, è stato un vero laboratorio di pensiero, nel quale filosofia e sport hanno dialogato senza confini, ricordando che la partita più importante non si gioca soltanto sul campo, ma nella continua ricerca di significato che accompagna ogni essere umano.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Oltre il QI: intelligenze multiple, corpo ed emotività</title>
		<link>https://logosomatica.com/oltre-il-qi-intelligenze-multiple-corpo-ed-emotivita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Logosomatica]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Jan 2026 13:59:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Contenuti]]></category>
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
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					<description><![CDATA[Nell’articolo si propone un frammento dell’intervento tenuto dal Dott. Sammy Marcantognini durante il seminario “La diversità attraverso gli occhi della]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">Nell’articolo si propone un frammento dell’intervento tenuto dal Dott. Sammy Marcantognini durante il seminario “La diversità attraverso gli occhi della filosofia”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Howard Gardner, neuroscienziato statunitense tuttora in vita, ha messo in discussione il paradigma tradizionale dell’intelligenza come costrutto unitario e misurabile attraverso il quoziente intellettivo (QI). Tale riduzione ha storicamente orientato il sistema educativo verso una valorizzazione quasi esclusiva delle abilità logico-matematiche e linguistico-verbali, generando frequentemente situazioni di disagio e marginalizzazione in quegli individui le cui competenze cognitive si esprimono attraverso modalità differenti. In questo senso, è significativa l’affermazione di Albert Einstein, il quale dichiarava di non pensare per mezzo delle parole, bensì attraverso immagini mentali, anticipando implicitamente il riconoscimento di forme di intelligenza non verbali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La teoria delle intelligenze multiple individua, oltre all’intelligenza visuo-spaziale, le seguenti forme: linguistico-verbale, logico-matematica, musicale, corporeo-cinestetica (motoria), interpersonale, intrapersonale, naturalistica ed esistenziale. In successive estensioni teoriche vengono inoltre considerate l’intelligenza emotiva, spirituale, etico-morale, creativa e digitale, arrivando a un totale di tredici.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il sistema educativo formale, strutturato prevalentemente su modalità di apprendimento verbali e astratte, tende a non riconoscere pienamente tali competenze, né a valorizzarle in modo adeguato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Si dovrebbe superare la centralità del QI e adottare una visione pluralistica dell’intelligenza capace di valorizzare le differenze individuali e di sostenere uno sviluppo armonico della persona nella sua interezza cognitiva, emotiva e corporea.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non a caso, Daniel Goleman definisce l’intelligenza emotiva come ” la capacità di riconoscere le proprie emozioni e quelle degli altri, di motivare sè stessi e di gestire efficacemente le emozioni all’interno delle relazioni interpersonali ed intrapersonali”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Team Ethica Center</p>
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		<title>Aggressività come azione costruttiva</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Logosomatica]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Jan 2026 13:57:38 +0000</pubDate>
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<p class="wp-block-paragraph">Nell’articolo si propone un frammento dell’intervento tenuto dal Dott. Sammy Marcantognini durante il seminario “La diversità attraverso gli occhi della filosofia”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Konrad Lorenz, etologo di riferimento nel panorama scientifico del Novecento, osservava già durante la Guerra Fredda — tra gli anni Settanta e Ottanta — come l’uomo moderno fosse progressivamente divenuto incapace di esercitare forme elementari e controllate di aggressività. La persona non è più in grado di dar uno schiaffetto ad un bambino, ma riesce a prender coraggio per premere un pulsante e distruggere una nazione intera. Tale paradosso evidenzia la perdita di familiarità con l’aggressività come esperienza fondamentale, fisiologica e costruttiva dell’essere umano. In questa prospettiva, l’aggressività non è concepita come mera violenza, bensì come una componente positiva e necessaria dello sviluppo, che i bambini devono poter sperimentare entro confini chiari e sicuri. Nel gioco corporeo tra padre e figlio, ad esempio, il genitore comunica al bambino la propria superiorità fisica, ma allo stesso tempo gli concede possibilità di “vincere”: ciò consente al bambino di misurarsi, di comprendere i limiti reciproci e di vivere l’esperienza del confronto in modo regolato. L’aggressività, dunque, può emergere e trasformarsi in risorsa solo se sostenuta da confini, trova il suo spazio naturale in forme di competizione sana — intesa come “fare qualcosa insieme”, non necessariamente competizione — e nelle dinamiche di conflitto e di lotta simbolica, che costituiscono tappe fondamentali per la costruzione dell’identità individuale. La società contemporanea sembra aver organizzato sistemi di convivenza senza definire regole altrettanto chiare. Da qui emerge l’importanza della cosiddetta “leadership di contesto”: una forma di guida che stabilisce norme implicite e esplicite all’interno degli ambienti sociali. Tali regole scaturiscono dalle caratteristiche stesse del contesto e dall’autorità educativa che ne deriva. Esistono infatti regole a priori — non negoziabili — che rendono possibile il gioco, il confronto, la competizione e, in ultima analisi, la formazione dell’identità personale in relazione alle proprie capacità, inclinazioni e possibilità.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Team Ethica Center</p>
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		<title>Oltre la soglia d’adattamento : dialogo tra Lorenz e Popper</title>
		<link>https://logosomatica.com/oltre-la-soglia-dadattamento-dialogo-tra-lorenz-e-popper/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Logosomatica]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Jan 2026 13:56:05 +0000</pubDate>
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<p class="wp-block-paragraph">Nell’articolo si propone un frammento dell’intervento tenuto dal Dott. Sammy Marcantognini durante il seminario “La diversità attraverso gli occhi della filosofia”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel libro&nbsp;<strong>Il futuro è aperto</strong>, scritto dagli autori austriaci Konrad Lorenz, etologo, e Karl Popper, filosofo della scienza del Novecento, viene narrato il loro incontro – un ritrovarsi tra amici d’infanzia – articolato in forma dialogica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Popper, in qualità di filosofo, introduce il concetto di&nbsp;<strong>nicchia ecologica</strong>: gli esseri viventi privi di immaginazione sono costretti a competere per nicchie già esistenti e occupate. La conoscenza, invece, rende possibile la creazione di nicchie ecologiche nuove, concepite grazie alla capacità di immaginare ciò che ancora non esiste. Da ciò deriva l’idea che i giovani debbano imparare a trasgredire, non in senso distruttivo, ma nel senso di compiere qualcosa in un modo mai realizzato prima: è in questo spazio innovativo che si sviluppa il talento.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Lorenz, dal punto di vista dell’etologo, afferma che chi osa andare oltre il livello di adattamento immediato si colloca su un piano superiore dell’evoluzione comportamentale. Le persone dovrebbero essere incoraggiate a intraprendere azioni&nbsp;<strong>autoteliche</strong>, in cui il fine risiede nell’azione stessa. Questo si manifesta chiaramente nel gioco, dove il valore dell’esperienza consiste nell’agire e non in un risultato esterno.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Affinché le differenze tra gli individui non diventino motivo di distruzione o di emarginazione, esse devono essere riconosciute come tratti autentici e personali, frutto della capacità di rischiare e di superare la soglia nella quale abitualmente si permane.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Team Ethica Center</p>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="https://www.ethicacenter.com/la-rubrica-del-benessere/"></a></p>
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		<title>Dire “no” :pietra miliare per lo sviluppo dell’individualità</title>
		<link>https://logosomatica.com/dire-no-pietra-miliare-per-lo-sviluppo-dellindividualita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Logosomatica]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Jan 2026 13:54:16 +0000</pubDate>
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<p class="wp-block-paragraph">Nell’articolo si propone un frammento dell’intervento tenuto dal Dott. Sammy Marcantognini durante il seminario “La diversità attraverso gli occhi della filosofia”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dire “no” è una pietra miliare per lo sviluppo dell’individualità. L’identità personale si forma anche attraverso la capacità di opporsi, e infatti il bambino compie questa azione oppositiva intorno ai 2-3 anni. In un sistema sempre più povero di regole e riferimenti, è emerso il Disturbo Oppositivo Provocatorio, spesso legato proprio alla difficoltà di stabilire confini chiari.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’individualità nasce dal poter dire “no”: quando mancano confini e limiti, viene meno anche la percezione di dove finisce una persona e dove ne comincia un’altra. Perché un bambino sviluppi la propria identità, deve poter esercitare la possibilità di opporsi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel percorso educativo è quindi necessario creare situazioni che offrano confini, ma anche la libertà di metterli alla prova. Da qui nasce l’idea del “muro di gomma”: un genitore che non sia un muro di cemento – rigido, invalicabile, contro cui il bambino si schianta senza possibilità di esprimere dissenso – ma nemmeno un muro di paglia, che concede troppa libertà senza garantire punti di riferimento solidi. Il “muro di gomma” accoglie, resiste, permette il confronto e allo stesso tempo restituisce al bambino una realtà coerente, in cui imparare a muoversi e a crescere.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Team Ethica Center</p>
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		<title>Ansia sociale ed il valore del conflitto</title>
		<link>https://logosomatica.com/ansia-sociale-ed-il-valore-del-conflitto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Logosomatica]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Jan 2026 13:52:23 +0000</pubDate>
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<p class="wp-block-paragraph">Nell’articolo si propone un frammento dell’intervento tenuto dal Dott. Sammy Marcantognini durante il seminario “La diversità attraverso gli occhi della filosofia”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’ansia sociale tende ad amplificarsi in contesti in cui è forte la pressione all’omologazione. L’individuo teme di non essere sufficientemente simile agli altri o, al contrario, di risultare eccessivamente diverso. In questo quadro, l’identità personale si configura spesso come un processo relazionale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I cambiamenti messi in atto dall’individuo, sono frequentemente influenzati dall’immagine che egli ritiene gli altri abbiano di lui.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il conflitto rappresenta un elemento fondamentale: ogni forma di vita e sviluppo psicologico trae origine da una dinamica di tensione e trasformazione. Le emozioni primarie – paura, frustrazione, gioia – forniteci in modo innato, guidano l’adattamento e la crescita. Nella contemporaneità, la tendenza a promuovere un ideale di uguaglianza rischia talvolta di tradursi in un’eccessiva rimozione del conflitto, che invece dovrebbe essere accolto, osservato e valorizzato quale motore evolutivo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un esempio emblematico è offerto dall’interazione tra il bambino e il padre durante il gioco corporeo o la “lotta” sul letto: un’esperienza in cui il bambino mette alla prova le proprie capacità e costruisce progressivamente la percezione di sé. L’adattamento, infatti, si configura come un processo di confronto. In questo tipo di gioco, il padre non sovrasta il figlio, ma non gli permette neppure di prevalere in modo sistematico. A guidare l’interazione vi sono regole implicite che conferiscono equilibrio e sicurezza. Questa dinamica rappresenta un momento fondamentale per la formazione dell’identità, poiché consente al bambino di sperimentare competenza, limiti, forza e differenziazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Team Ethica Center</p>
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