🎯 L’obiettivo deve nascere dal nostro “perché”.
Deve essere intimo e individuale.
E attenzione: non deve essere avvelenato dalle proiezioni esterne.
Questo è un punto fondamentale, soprattutto con i più giovani.
Non deve esserci una proiezione dell’adulto, del genitore, o della persona che ha creduto in te.
Certo, è vero: a volte queste proiezioni ci danno la spinta per andare avanti…
Ma possono anche influenzarci a tal punto che, da adulti, raggiungiamo obiettivi altissimi — magari a livello professionale — e ci accorgiamo che non erano davvero nostri, ma il frutto delle aspettative di qualcun altro.
Una quota di ansia sarà sempre compagna di viaggio. Rassegniamoci al fatto che la serenità assoluta non esiste se gli obiettivi hanno un certo peso.
L’ansia, in questi casi, è un ingrediente naturale. Ma se quell’ansia nasce da una motivazione autentica, mia, non inquinata da pressioni esterne, allora non intaccherà la mia serenità.
E ultimo punto: Una volta definito un obiettivo realistico ma ambizioso, una dose di follia è necessaria.
Perché se sei tutto normale, e fai sempre le stesse cose, non ci arriverai mai. . . .